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Forse ricorderete l’attrice inglese Merle Oberon nel film Désirée del 1954 con Marlon Brando e Jean Simmons o nel film Cime tempestose del 1939 con Lawrence Olivier.

Ebbene sotto agli occhi di Merle morì il suo fidanzato, l’affascinante ed intelligente imprenditore trentenne Giorgio Cini. Era il 31 agosto 1949. Poco dopo il decollo da un piccolo aeroporto vicino a Cannes il velivolo, un Cessna, precipitò e si incendiò, il pilota vicentino morì nel velivolo, mentre Giorgio Franchetti venne sbalzato fuori.
Il padre di Giorgio, l’imprenditore ferrarese di grande successo Vittorio Cini decise dopo il drammatico incidente di cercare un complesso che potesse recuperare e restaurare a nome dell’unico figlio maschio e trovò, probabilmente grazie al suo compaesano Nino Barbantini, a Venezia l’isola di San Giorgio Maggiore, così chiamata per distinguerla dall’isola di San Giorgio in Alga.

San Giorgio divenne la sede della omonima Fondazione Giorgio Cini che avviò i lavori nel 1951 (quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della Fondazione) e cercò e cerca di continuare quella che era la tradizione dell’abbazia benedettina, insediatasi a San Giorgio sin dal 982.

L’isola di San Giorgio è facilmente raggiungibile da San Marco, dal Pontile Vittorio Emanuele in Riva degli Schiavoni. Con la linea 2 si raggiunge l’isola dei cipressi, come veniva un tempo chiamata, nell’arco di soli tre minuti.

Una volta scesi colpiscono molti elementi, la candida facciata classica dell’omonima Chiesa, uno dei capolavori di Andrea Palladio, il disegno, il pattern della bella pavimentazione davanti alla chiesa e senz’altro la vista mozzafiato.
Davanti a noi si dischiude il bacino di San Marco; partendo da destra il Palazzo Ducale, dietro al quale si stagliano le cupole di San Marco, il Campanile di San Marco ed il ‘promontorio’, la Punta della Dogana con la cupola della chiesa barocca della Salute.

vista sul bacino di San Marco

vista sul bacino di San Marco

 

LA CHIESA DI SAN GIORGIO

La facciata della chiesa di San Giorgio con il suo gioco di colonne a tutto tondo a 3/4, pilastri e basamenti anticipa e riflette la ripartizione interna della chiesa ed al tempo stessa si inserisce così bene nel tessuto urbano formando un polo opposto al Palazzo Ducale.

dettaglio della scansione di basamenti in facciata

dettaglio della scansione di basamenti in facciata

Se la facciata è postuma, l’interno invece è uno dei capolavori di Andrea Palladio a Venezia.
All’interno colpisce subito l’armonia delle proporzioni e la luce che inonda la navata principale attraverso le finestre termali e la grande cupola centrale. La navata principale ha una volta a botte, quelle laterali a crociera con le sopra menzionate finestre.

Il linguaggio architettonico convoglia la nostra attenzione verso l’altare maggiore, verso la SS. Trinità del Campagna.

altare maggiore con la Santa Trinità

altare maggiore con la Santa Trinità

Alle pareti laterali dell’altare maggiore due capolavori maturi di Jacopo Tintoretto.

altare maggiore visto dal coro

altare maggiore visto dal coro

Il coro ligneo con 48 stalli a due ordini alle spalle si intravvede. Avvicinandosi si nota come il leggio con San Giorgio alla sommità sia particolarmente bello!

Al momento è in fase di allestimento una installazione per un evento collaterale della Biennale 2021.

navata principale ed installazione

navata principale ed installazione al 15 maggio 2021

Come non ricordare alcune installazioni precedenti all’interno della chiesa.

Nel 2011 in occasione delle 54 Biennale Ascension di Anish Kapoor, una colonna di fumo che dipartiva da una solida base circolare, che diveniva una colonna e ben rappresenta la sua ricerca tra materialità e spiritualità.

Nel 2016 in occasione della 56 Biennale Together l’opera di Jaume Plensa, una grande mano benedicente, la mano di Dio che era un calco della mano dell’artista sotto alla cupola centrale, formata da 8 alfabeti ad indicare come la benedizione arriva ovunque ed in maniera leggibile e tangibile.

Come non ricordare anche alcune installazioni esterne antistanti la chiesa.

Nel 2013 in occasione della 55 Biennale Alison Lapper pregnant, Respiro di Marc Quinn, una enorme rappresentazione gonfiabile di 11 metri dell’artista inglese, nata focomelica, senza arti superiori ed inferiori, simbolo di coraggio o bellezza.

Nel 2014 in concomitanza con la Biennale di Architettura The sky over 9 columns di Heinz Mack, 9 colonne ricoperte di 800.000 tessere di mosaico che rappresentano uno degli elementi architettonici primordiali, esempio di purezza e bellezza, ma anche di potenza e del ‘ponte’ che Venezia è stata tra Oriente ed Occidente.

IL CAMPANILE DI SAN GIORGIO

Un must: la vista su Venezia dal campanile che offre davvero una vista mozzafiato.
Ricordo da giovane un monaco benedettino arroccato su uno sgabellino che comandava l’ascensore. Ora non è più così, ma la vista non ha perduto il suo fascino.

vista mozzafiato dal campanile

vista mozzafiato dal campanile

Al momento l’ascesa con l’ascensore è possibile dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, 6 E und 4 E il biglietto.

LE STANZE DEL VETRO

Costeggiando il porto voluto dagli austriaci si raggiungono le Stanze del Vetro dove dal 26 aprile al 1 agosto 2021 è esposta parte della collezione di animali di vetro di Pierre Rosenberg, famoso storico dell’arte, conservatore e poi anche direttore del Louvre.
L’Arca di Vetro èun fantastico zoo di animali in vetro, ogni stanza presenta diversi animali, quelli domestici, della fattoria, della giungla, della savana, dei mari ecc.

gnatela di Bruno Amadi lavorata a lume, 2020

gnatela di Bruno Amadi lavorata a lume, 2020

Tutta una parte a destra della Chiesa non si dischiude subito alla visita del visitatore, si intravvede il primo chiostro dei due chiostri dell’antico monastero.

Dal primo diparte lo scalone di Longhena che conduce alla celebre Biblioteca, e dal secondo si raggiunge l’Aula del Refettorio con la celebre tela Le nozze di Cana di Veronese, oggi al Louvre. Dal 2007 è possibile ammirare una riproduzione senza cornice, un facsimile 1:1, opera dell’artista britannico Adam Lowe. Una rappresentazione molto affollata con 130 personaggi!

il primo chiostro visto dal sagrado

il primo chiostro visto dal sagrado

A San Giorgio bisogna menzionare anche la Manica Lunga, il Labirinto di Borges, una sorta di terzo chiostro ideale e la Sala del Conclave, dove nel 1800 venne eletto Papa Barnaba Chiaramonti, Pio VII (oggi si ammira un dipinto di Carpaccio).

Vi aspetto per una visita più approfondita!

Fiona Giusto

www.venicetours.it

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