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Il campo della Bragora si trova nel sestiere di Castello ed è una tipica isola di Venezia in cui la chiesa, il campanile e gli edifici si raggruppano attorno al caratteristico campo.

L’etimologia Bragora è incerta, secondo alcuni deriva da agorà uno spazio aperto, secondo altri da bragolare pescare in una zona paludosa, secondo altri ancora da brago fango e gora canale.

IL CAMPO

In origine ogni insula o isola a Venezia formava un nucleo, uno spazio urbano autonomo.
Ogni isola (o quasi) aveva un proprio centro, un campo appunto. A Venezia c’è una sola piazza, tutti gli altri spazi vengono chiamati campo in quanto un tempo erano ricoperti di erba, successivamente vennero pavimentati in cotto a spina di pesce oppure a cestello e poi con la trachite euganea sulla quale camminiamo ancor’oggi.
Ogni campo aveva una propria chiesa, un campanile che scandiva le ore della messa, del lavoro, una vera da pozzo per la raccolta dell’acqua piovana – altro momento di aggregazione sociale all’interno dello stesso campo ed infine un cimitero.
Poi a seconda della sua importanza sul campo si affacciavano palazzi nobiliari, botteghe artigiane e spesso un mercato. Il campo della Bragora è appunto un bel esempio superstite di questa tipologia di spazio urbano.

dettaglio della facciata della Chiesa di San Giovanni Battista in Bragora

dettaglio della facciata della Chiesa di San Giovanni Battista in Bragora

dettaglio del Campo della Bragora e del Palazzo gotico Gritti Badoer

dettaglio del Campo della Bragora e del Palazzo gotico Gritti Badoer

Nell’arco del tempo la Piazza San Marco andò a sottrarre varie funzioni ai singoli campi, per esempio quando si istituirono le grandi feste (della Processione delle Palme, della Sensa  -Ascensione), nonché l’aggiunta di ponti tra isola ed isola contribuì a modificare la concezione e l’uso del campo.

Tuttavia il campo della Bragora rimane oggi un campo vivace, alla mattina le signore anziane si siedono sulle panchine rosse a ciacolare, nel pomeriggio i bimbi prendono il sopravento e giocano a calcio, con i gessetti o saltano la corda, mentre le madri si appoggiano ad uno dei due pozzi.

LAPIDI O TARGHE COMMEMORATIVE

Nell’isola della Bragora specie nel campo si notano molte lapidi o targhe commemorative in marmo.

Le lapidi a Venezia sono molte, moltissime, centinaia, ma spesso fuggono alla nostra attenzione, specie se non alziamo il nostro sguardo.

In una città dove non è esistito il culto della persona, sorprende imbattersi dunque in tante lapidi che ricordano in maniera sintetica, lapidaria appunto, non solo la vita e la permanenza dei veneziani ed ospiti più illustri, ma anche frammenti di memoria di vita cittadina.

Se volgiamo i nostri occhi alla facciata della omonima Chiesa della Bragora dedicata a San Giovanni Battista (Castello 3811) leggiamo:

Antonio Vivaldi detto il ‘il prete rosso’ musicista sommo nato in parrocchia il 4 marzo 1678 venne battezzato in questa chiesa

ANTONIO VIVALDI

dettaglio della facciata della Chiesa di San Giovanni Battista con lapide che ricorda Antonio Vivaldi

dettaglio della facciata della Chiesa di San Giovanni Battista con lapide che ricorda Antonio Vivaldi

Il celebre compositore e violinista Vivaldi venne battezzato in casa venerdì 4 marzo 1678 dalla levatrice il giorno stesso della nascita, essendo in pericolo di morte. Questo spiega forse la famosa ‘ristrettezza di petto’ di cui soffrì tutta la vita.

Sulla facciata di Palazzo Soderini (Castello 3610) viene ricordata la nascita dei due fratelli patrioti protagonisti del Risorgimento italiano Attilio ed Emilio Bandiera che assieme all’amico Domenico Moro morirono combattendo per la Redenzione dell’Italia.

ATTILIO ED EMILIO BANDIERA E DOMENICO MORO

targa sulla facciata di Palazzo Soderini che ricorda i fratelli Attilio ed Emilio Bandiera

targa sulla facciata di Palazzo Soderini che ricorda i fratelli Attilio ed Emilio Bandiera

Erano ufficiali della marina austriaca come il padre ammiraglio, ma aderirono alle idee di Mazzini, diedero vita alla società segreta Esperia, poi confluita nella Giovane Italia, con l’intento di liberare l’Italia dallo straniero.

Dissertarono la marina austriaca nel 1844, si rifugiarono a Corfù, per organizzare una insurrezione in Calabria, ma vennero catturati e fucilati a Cosenza assieme a Domenico. Domenico Moro era nato a pochi passi nella Fondamenta della Tana, 2077 come una targa ricorda.

Il monumento funebre dei due fratelli è nella prima campata a sinistra della chiesa SS. Giovanni e Paolo. In Bocca di Piazza altre due lapidi li ricordano assieme a Domenico Moro.

Sempre sulla facciata dello stesso Palazzo Soderini (Castello 3612) una targa commemora Guglielmo Oberdan, liberatore di Fiume e considerato il primo martire irredentista.

GUGLIELMO OBERDAN

targa sulla facciata di Palazzo Soderini che ricorda Guglielmo Oberdan

targa sulla facciata di Palazzo Soderini che ricorda Guglielmo Oberdan

Triestino di nascita, Oberdan aveva studiato ingegneria al Politecnico di Vienna; nel 1878 venne chiamato dagli Austriaci alle armi per la mobilitazione in Bosnia, ma scappò e fuggì da Trieste per Roma. Alla notizia della visita a Trieste di Francesco Giuseppe ritornò, ma venne arrestato, processato ed impiccato.

Imboccando la Calle della Pietà si arriva al canale e dal Ponte della Pietà a sinistra si scorge la lapide che ricorda PAPA PAOLO II:

Qui erano le case dove nel 1417 nacque il patrizio Pietro Barbo che dal 1464 al 1471 fu pontefice come Paolo II.

Venne battezzato nella Chiesa della Bragora, nominato ventitreenne cardinale dallo zio Papa Eugenio IV. Divenuto Papa intervenne nella guerra contro i Turchi, favorevoli agli aragonesi, protesse l’arte della stampa, fece costruire Palazzo Venezia a Roma e cercò di istituire senza successo una università a Venezia.

Ritornando verso il campo della Bragora ed imboccando la Calle del Dose arriviamo nella soleggiata Riva degli Schiavoni.

A destra due lapide commemorano il soggiorno dello scrittore e poeta Francesco Petrarca (Ponte del Sepolcro, Riva degli Schiavoni, 4145/4143  e 4150) .

FRANCESCO PETRARCA

targa che ricorda il soggiorno di Francesco Petrarca a Venezia

targa che ricorda il soggiorno di Francesco Petrarca a Venezia

altra targa che ricorda il soggiorno di Francesco Petrarca a Venezia

altra targa che ricorda il soggiorno di Francesco Petrarca a Venezia

Dopo la morte dell’amata Laura, Petrarca iniziò a peregrinare; giunse a Venezia nel 1362 quale ambasciatore del Duca di Milano, vi rimase ospite, fermandosi per quasi 6 anni, dal 1362 al 1368 durante il Dogado di Lorenzo Celsi prima e Marco Corner poi.

In una lettera Francesco citò il torneo al quale assistette accanto al Doge Celsi dalla loggia di San Marco a celebrare la fine della repressione di una rivolta a Candia.

Petrarca avrebbe voluto donare le sue opere alla Serenissima (un busto domina la sala di lettura della Marciana), non si raggiunse l’accordo, si ritirò a Padova e morì ad Arquà nel 1374.

targa che ricorda i valorosi soldati schiavoni

targa che ricorda i valorosi soldati schiavoni

Qualche passo più in là (4141) una lapide ricorda i valorosi soldati schiavoni che per secoli avevano dimostrato legami di fedeltà a Venezia ed una seconda il matematico e fisico austriaco Christian Doppler (Riva degli Schiavoni, 4134).

CHRISTIAN DOPPLER

targa che ricorda Christian Doppler e la scoperta dell'effetto Doppler

targa che ricorda Christian Doppler e la scoperta dell’effetto Doppler

Doppler era professore a Praga e Vienna, studioso della variazione di frequenza d’onda (effetto Doppler) giunse a Venezia nel 1852 ammalato, sperando che il clima più mite potesse migliorare la sua salute, già compromessa.

In questo appartamento morì il 17 marzo 1853 all’età di 49 anni. Una lapide lo ricorda anche all’ingresso del chiostro trilatere del cimitero di San Michele.

Senza aver attraversato un ponte, rimanendo nell’insula del Campo della Bragora la facciata dell’Albergo Gabrielli (4110) ci ricorda il soggiorno di Franz Kafka il quale su carta intestata dell’albergo scrisse nel settembre 1913 una lettera d’amore alla sua fidanzata Felice Bauer.

targa che ricorda il soggiorno veneziano di Franz Kafka

targa che ricorda il soggiorno veneziano di Franz Kafka

Vi aspetto per scoprire assieme molte altre lapidi e targhe!

Fiona Giusto

www.venicetours.it

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